RICERCA PRODOTTI : {{query}}

{{errore}}
Chi ha inventato internet?
19 febbraio 2021

Chi ha inventato Internet?

Condividi Condividi su Facebook Condividi su Linkedin

“La scienza di oggi è la tecnologia di domani”
— Edward Teller


Il 30 Aprile 1986 l’Italia si collegava per la prima volta ad Internet.

Da lì a poco sarebbe cominciata l’epoca di Internet Explorer, dei piccoli modem 56k dalla musichetta indimenticabile, dei lunghi caricamenti. L’epoca delle connessioni brevi, per non occupare troppo a lungo la linea telefonica.
Sono passati quasi 35 anni da quel giorno e l’evoluzione della tecnologia ha fatto passi eccezionali: reti in fibra ottica, connessioni a 1 giga, WiFi pubblici e collegamenti disponibili da ogni dispositivo – sfuggire al mondo online sembra oggi quasi impossibile.

Ma chi ha inventato il web? Cosa significa la parola “Internet”? Quando si è connesso il primo computer? E come funziona questa rete invisibile che mette in comunicazione il mondo intero?

Come suggerisce Edward Teller, non si è trattato di un istante: l’invenzione della connessione Internet è frutto di decenni di studi, di esperimenti e di progressi, e tale traguardo non è attribuibile ad una sola persona.

Vediamo allora i principali eventi scientifici che ci hanno portato dove siamo ora.


I PRIMI PASSI
Depositario di oltre 280 brevetti in 26 paesi, Nikola Tesla è uno degli scienziati ed inventori più celebri al mondo. E fu con lui che, già ad inizio ‘900, si cominciò a parlare per la prima volta di World Wireless System, un sistema mondiale di trasmissione senza fili. Tesla progettava di utilizzare l’atmosfera terrestre per inviare messaggi o energia elettrica su scala globale e fece addirittura costruire una stazione wireless a Long Island (New York). Purtroppo il progetto non fu mai terminato per mancanza di finanziamenti.

E la sua fu un’idea incredibilmente pioneristica, se si pensa che i primi studi per la realizzazione di un inter-network, ossia di una rete di lavoro condivisa, presero il via solamente dagli anni ’60. Ma ciò che davvero spinse gli studiosi a creare quel che avrebbero poi abbreviato in Internet furono il governo americano, la guerra fredda e la lotta per la supremazia tecnologia.

Ma andiamo per ordine.

1962: l’informatico J.C.R. Licklider pubblica assieme a Welden Clark l’articolo scientifico “On-Line Man-Computer Communication” (Comunicazione uomo-computer in rete”).
Dopo due mesi viene assunto come direttore dell’IPTO, il nuovo Ufficio Tecniche di Elaborazione Informazioni del DARPA, l’Agenzia per Progetti di Ricerca Avanzati di Difesa fondata dagli Stati Uniti nel 1958 per lo sviluppo di nuove tecnologie militari e creata in risposta al lancio della sonda sovietica Sputnik l’anno precedente.

1969: il National Physical Laboratory (NPL) di Londra rende operativo Mark I, il primo NPL Network basato sul concetto di packet switching (commutazione di pacchetto) proposto da Donald Davies nel 1965. Questo viene combinato all’uso di computer interfaccia utilizzati come router per collegare i vari nodi, ossia dei computer, che trasmettono segnali sotto forma di pacchetti. La versione Mark II del 1973 è la prima a far uso di protocolli di comunicazione, mentre nel 1976 risultano collegati 12 computer e 75 terminali.

Ottobre 1969: verso la fine degli anni ’60, anche il DARPA sviluppa la necessità di creare un solo network capace di collegare più computer su una vasta area geografica. Nasce così ARPANET, la Rete dell’Agenzia di Progetti di Ricerca Avanzati. Il 29 Ottobre 1969 viene infine inviato il primo messaggio tra l’Università della California Los Angeles (UCLA) e lo Stanford Research Institute: è una sola parola, “LOGIN”, e il sistema si blocca interamente dopo l’immissione della seconda lettera. Ma furono sufficienti le prime due per cambiare la storia.


VERSO IL WEB
A fine 1969 era già esistente un network di collegamento tra quattro università. Ma con la nascita a catena di diversi metodi di networking si era consolidata la necessità impellente di realizzare un sistema che li unificasse.

1974: Bob Kahn e Vinton Cerf risolvono il problema presentando il TCP/IP, Transmission Control Protocol e Internet Protocol, regole di indirizzamento e gestione del flusso di informazione tra due nodi. Per la prima volta si parla di Internet, ovvero di un gruppo di network legati assieme da un protocollo comune.

Dopo anni di testing, il TCP/IP viene ufficialmente adottato dall’ARPA nel 1983, per uso governativo e militare.

1988: l’istituto di ricerca francese INRIA e il centro olandese CWI stabiliscono la prima connessione internazionale. Il TCP/IP è ora globale e si diffonde gradualmente in tutti paesi del mondo.

1989: stanco delle difficoltà nel reperire informazioni conservate in computer diversi, Tim Berners-Lee presenta al CERN la proposta di creazione di un sistema denominato “Mesh”, un database e software che gestisca le informazioni tramite link incorporati nel testo. Questo avrebbe permesso a delle referenze di essere associate agli indirizzi network precisi di ciò a cui si riferivano e per la prima volta viene menzionato il termine “web”.

1990: il 12 Novembre 1990 Berners-Lee pubblica un progetto di hypertext chiamato “WorldWideWeb”, ossia una “ragnatela globale”. A Dicembre 1990 nascono ufficialmente il primo web browser, chiamato appunto WorldWideWeb, e il primo web server della storia, mentre il 20 Dicembre va online il primo sito web, il quale descriveva la sua stessa progettazione.

Chi ha inventato internet? Foto_News_1914_1.jpg (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)


OGGI
In conclusione, nemmeno Internet è stato costruito in un giorno: la sua nascita è frutto di un percorso iniziato oltre un secolo fa e tuttora in evoluzione. La situazione odierna è naturalmente sotto gli occhi di tutti e lo sviluppo delle telecomunicazioni ha manifestato una crescita esponenziale sotto molteplici punti di vista, dalla Terra fino allo spazio. Nuove sfide sono sempre alle porte e ne sono da esempio il 5G e 6G, la next generation di Internet of Things e la continua diffusione di fibra ottica.

Non resta quindi che chiedersi come proseguirà la trasformazione digitale che stiamo vivendo e quali saranno le nuove tecnologie del XXI secolo.